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Ecografia oculare

Che cos’è
L'ecografia oculare è un esame che, tramite gli ultrasuoni, permette di studiare le strutture interne dell'occhio, visualizzandole in sezioni anatomiche bidimensionali. Gli ultrasuoni rimbalzano sui tessuti generando echi di ritorno che vengono captati e trasdotti in immagini.

Come si esegue
Il paziente è seduto o disteso su un lettino ad occhi chiusi. L’esame viene effettuato mettendo del gel tra le palpebre e la sonda (per migliorare il passaggio del segnale degli ultrasuoni). Spostando la sonda su tutta la palpebra si “esplorano” i tessuti molli collocati all’interno del bulbo oculare o dell’orbita. Vengono quindi acquisiti diversi fotogrammi, che saranno stampati su carta fotografica. La durata dell'esame varia dai 10 ai 20 minuti.  

A cosa serve
L’ecografia A-scan viene utilizzata per misurare la lunghezza del bulbo oculare (lunghezza assiale) ed è utile per distinguere il tessuto oculare anomalo da quello normale.  L’ecografia B-scan, invece, mostra un’immagine a due dimensioni: permette l’esplorazione dei piani assiale, longitudinale e trasverso. L’immagine è molto simile a una sezione anatomica. Si ha, oltretutto, la possibilità di misurare la grandezza delle strutture oculari e delle formazioni patologiche potendole confrontare nel tempo. L’ecografia bulbare è di massima utilità quando non è possibile un’esplorazione diretta delle strutture interne dell’occhio, ad esempio a causa di opacità corneali, di una cataratta avanzata o di un emovitreo. Le condizioni cliniche maggiormente studiate con questa tecnica di imaging sono rappresentate da: distacco di retina o lacerazioni retiniche, distacco di coroide, emorragie vitreali o endoftalmiti, retinopatia diabetica proliferante di grado avanzato in presenza di membrane trattive, tumori solidi endobulbari (melanomi della coroide, emangiomi, metastasi). Risulta di estrema importanza inoltre nel follow-up post-chirurgico di molte delle condizioni appena elencate. L’ecografia orbitaria permette invece di studiare la ghiandola lacrimale, i muscoli oculomotori, il nervo ottico e le altre strutture retro bulbari potendo rappresentare, in casi selezionati e in mani esperte, una valida alternativa alla TAC ed alla RMN. L’ecografia bulbare e orbitaria è un esame che non comporta rischi. Può essere ripetuta più volte, anche a distanza di pochi giorni, in modo da monitorare efficacemente l’evoluzione della patologia in esame.

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